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– “TRAFFICO INTENSO” –

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Che Frastuono Quando Ti Cerco E Non Ti Trovo.

Dove Sei e…Dove Sono?

Sgocciolano I Rami Granulosi

Sulla Mia Faccia, Sulle Mie Mani.

Che Il Molteplice Genera Dissenso L’avevo Intuito

Ma Non Pensavo Fino A Questo Punto.

Nel Mio Ventre

Un Pugno.

Colpito.

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Ok, va bene, ora  esco e mi faccio un giro…

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BISOGNEREBBE LIBERARSI DA QUALSIASI OBBLIGO.

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Ora di punta

Che punge affilata in una congestione non nasale assetata

Improvvisa irruzione dentro il Caos convenzionale

Trascinato, Catapultato lontano in quella strada dissestata

Diretto Chissà dove in un transito monotono e banale.

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Era dipinta

Con tratti diversi e in semplici vesti vestita di fama

Affamata di sete mai doma cambiasti maniera

Diversa ed opposta, lontana, dalla semplice dama

Che conobbi in principio in una limpida sera.

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ENTRATA

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Poi due passi.

In una metropoli qualunque di una regione qualunque

girando piano cercando di arrivare al dunque. Dunque…

Entro, sono dentro, Nel Baccano Del Genere Umano

Mi faccio centro, nell’atomo interno di quell’uragano.

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IMMERSIONE

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Immobilizzato in un codice mutato

mi guardo intorno, cos’è capitato?

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Tra le macerie di una civiltà assente, instabile, vacillante e pericolante

Mi muovo cautamente, in un epoca precaria, consumata e brancolante,

Suonano i clacson convulsamente senza motivo e ragione

È la dissonanza cognitiva di individui senza più religione.

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Schizzano frenetiche le liti

per nessun degno fine e per futili motivazioni.

I ghigni di spettatori accaniti.

Insensati elementi decorativi privi di nozioni.

Dove sono gli esseri umani?

Svaniti.

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Urla e grida nella piazza mentre cammino in obliquo per quel rumore

Infastidito dalle liti, gentil ti chiedo, non molestarmi l’udito per favore

Si insultano e si offendono sparpagliati nel degrado lessicale più totale

Le ronde non ci sono in quello squallido abbandono aspro e inospitale.

Dove sono gli esseri umani?

Spariti.

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Il fracasso che Snerva e induce all’errore

l’asprezza dei suoni che offende il sentire

Ignorate le regole del caso solo per dissentire

come passaggi stabiliti dall’impetuoso furore.

Dove sono gli esseri umani?

Fuggiti.

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Chissà perché chissà percome. Si rompe la diga

Una calca di gente imbizzarrita che istiga e litiga

È una massa di insulsi senza ragione, suvvia

Quel caotico scombussolamento forse li svia.

Dove sono gli esseri umani?

Esauriti.

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Lasciate passare –  toglietevi di mezzo –  spazio – lasciate passare.

Lasciali stare – non li ascoltare –  andiamo via – è ora di andare

Astieniti dalle contese e non attaccar briga, non li assecondare.

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Le “vittime” del sistema

I surrogati dell’era postmoderna, i geneticamente modificati

Le zone cementificate e le tante menti centrifugate

Svuotate, sedotte e trainate dall’apparenza strizzate

Vagano, sospinte da qualcosa che non sanno, nei supermercati.

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I “carnefici” del sistema

Commerciano esclusivamente per sporchi e vili tornaconti personali

i persuasori occulti dello spreco monouso nascosti dietro gli scaffali

comprate signori comprate, potete farlo anche a rate

non pagate subito –  è l’inganno delle truffe dilazionate -.

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Che offerta sensazionale compra questo e poi quello, non puoi fartelo scappare!

In regalo c’è questo e anche quello, non puoi sbagliare! Le menti poi si annebbiano

Il circuito è alterato e manipolato. Ti soffermi e comprendi che le Verità le insabbiano

Negoziano persino il loro nome. È La speculazione dilagante del “grande affare”.

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Il mondo d’oggi dov’era ieri e domani?

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Aggrediscono come soldati mercenari gli annunci promozionali

La propaganda assillante e i messaggi pubblicitari subliminali

inducono ad acquistare anche ciò che non serve, salgono i prezzi

poi ti convincono che sono scesi con fantomatici ribassi a pezzi.

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Le menti vittime dei visibili invasori contaminate dai televisori

L’estetica della citazione e del riuso francamente mi ha confuso.

È una dimensione dominata dalla materia e da regole parziali, usa e getta

Come rasoi poco affilati che seguono una Linea diretta ormai non più retta.

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DIGRESSIONE

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Mi allontano temporaneamente

Cerco una deviazione,

Un cambiamento di direzione

Per evitare il traffico

Ma poi rimango

Bloccato negli atri del traffico stilizzato.

Mi guardo intorno.

In piedi, prono e poi supino

Vuoto spaesato nel traffico intenso,

prendo nota e la suono adagio sul taccuino.

Forzatamente Fermo,

Sono Costretto A Guardare.

Guarda anche tu.

Osserva.

Andiamo avanti.

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PROSEGUIMENTO

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Se guardi attentamente si nota lo sfruttamento degli individui in una forma latente

Le figure del passato ritornano –   ibrida ilarità condita da una fiacca mediocrità –

Un mondo anestetizzato e dominato dal pensiero debole della dissoluzione della mente

Parlano di “progresso”  in un epoca allo sbando scordandosi le norme della civiltà.

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La pluralità copiosa degli individui e la loro differenza

La moltiplicazione delle opinioni e la facile diffidenza

Nell’irrefrenabile procedere senza il Vero senso

Si diffonde un comune quesito sempre più denso.

Ma dove stiamo andando?

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Paese devastato, città arsa dal fuoco

Crisi di nervi e inquiete critiche, di un mondo frammentario e rapace, appiccate

da giudizi approssimativi fatti in base all’apparenza o su basi false e insensate.

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Paese distrutto, città bruciata dal rogo

E i tizi dissennati che vanno urlando che non hanno tempo per gli incapaci

dicono che il tempo è denaro (se così è, che se lo comprino pure, se ne sono capaci).

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INCISO

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Non farti abbindolare.

Cammina onestamente,

sempre. Nonostante tutto e tutti.

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RIFLUSSO

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Si fermano le Comparse stanche a guardar le vetrine anch’esse affrante

e a fare spese sulle schiene piegate dei facchini stesi e appesi sulle ante

tra le tante luci artificiali del paese, fino a tarda notte accese. Quante.

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Cos’è Tutta Questa Gente? perché non fanno passare?

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Figure Contro-figure alla deriva in alto mare

Una dietro l’altra in fila indiana per timbrare

I dipendenti dell’industria di scatole vuote

Commerciano l’inutile a suon di banconote

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Negli spazi intasati tutti incollati al tornaconto personale del truffatore

Si dirigono freneticamente in cerca del vantaggio

Usura, sfruttamento, lucro, abuso e strozzinaggio

Legalizzati dietro norme costruite su misura per il ladro e lo sfruttatore

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Telecomandati e condizionati da registi senza scrupoli

Che destabilizzano e confondono le menti degli affranti

Attraverso Commedianti, Truffatori, Ciarlatani e Figuranti

Manipolati e ben pagati da tizi autorevoli. Irragionevoli.

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La forte tensione che ha origine dalla vana opinione anzitempo

il sensibile e il corruttibile che mutano continuamente nel tempo

come i passanti che passano mutando facce visi ed espressioni

in un abile alternarsi di saliscendi, strascichi, tinte e parrucconi.

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Spintonano,

Spostano, istigano, urtano, inducono, ostacolano,

Contrastano.

Non Guardano In Faccia A Nessuno.

Corrono Affannosamente e contendono.

Fili mossi da saccenti spacconi

Tirati fino al limite

Vengono improvvisamente lasciati

A volte quando sono già spezzati.

Gli inconsapevoli teatranti vengono così fermati.

Fermati si fermano.

E quando si fermano

Intasano Lo Spazio Di Sguardi Vuoti.

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Dilaga la corruzione.

Alt.

Alterano per ingannare.

Calpestano la dignità dell’uomo.

Badano solo ai loro turpi guadagni,

Badano solo ai loro sporchi interessi.

Dov’è Finita l’onesta Civiltà?

Stop.

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PARENTESI

FAR PAGARE QUALCOSA PIÙ DEL DOVUTO EQUIVALE A RUBARE.

PARENTESI

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Fibra incandescente s’insinua

Sulla pelle

Fra lo spazio del tempo

Entra

in un sospiro

cammina

fin sulla soglia,

Parto.

Il mondo

fuori

Urla

Nevrotici, isterici, instabili

deliri

insensati

grida sfibranti

corrono.

Massa

agglomerati di passi

su e giù per la schiena

lungo la spina dorsale, le reni, le ossa

fin dentro al midollo.

Reclame.

Promotion.

Pubblicità.

Etichette.

Prezzi.

Manichini.

Qualche essere umano

alza la mano

in segno di resa o per dire anch’io ci sono.

Volti lividi,

Tracotanza.

Sdegno, invidia, spavento, agitazione, paura della morte, contese, liti…

Prepotenza.

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DIVAGAZIONE

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Sono

Bravi

a imparare nozioni a memoria

Sono

Schiavi

di una struttura metodologica aleatoria

Sono

Utili

al solo programma scolastico

Sono

Grandi

Vagoni di un treno che vaga sarcastico

Sono

Umani

Anche esseri che non sembrano tali.

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DIVERSIONE

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Inutili

Cantilene ripetute – Continuamente

Propagate – Insistentemente

Per fartele entrare a tua insaputa nella mente.

Tutto viene venduto –  sprecato –  velocemente consumato.

Esseri inconsapevoli

Sembrano privati della coscienza e dell’esercizio della volontà

Anestetizzati

Continuano a comprare

L’artificiale

Il sintetico prodotto dell’uomo commerciale

Innaturale.

La terra è squarciata

Lacerata, barcolla

come l’ubriaco tra la folla

Dilaniata, vacilla

come tenda al vento che oscilla.

Cospirazioni e complotti

Liberismo e neo liberismo

Sprechi e consumismo.

L’incomposto gridare degli ostinati

L’assurda violenza degli insensati

Gli uomini parziali e gli ingannati

Messi l’uno contro l’altro armati

Per compiere atti criminali efferati.

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Sfociano

I conflitti che il sistema sociale continua a generare

Urtano

I dolori che non riusciamo a guardare e tanto meno spiegare.

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Intanto.

Aumenta la ricchezza di pochi a scapito della maggioranza delle popolazioni.

Intanto.

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Fragore di guerra

Uomini sfruttati e sottopagati

Per la concorrenza sul prezzo

Usati e riprogrammati, quando non servono buttati

Tra sdegno, nausea e disprezzo.

Vengono annientati, annullati, cancellati.

Per vagonate di prodotti sottoprezzo.

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PROSECUZIONE

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L’industria che inventa costruisce mille falsi bisogni.

Fan credere al popolo che realizzeranno i loro sogni.

La moltitudine è più incline a cadere in false opinioni

Intontiti da narcotici scambiano aerei per aquiloni.

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Si sta facendo tardi forse è meglio rientrare

Permesso, Permesso –  Scusate Devo Passare

Ah Buonasera Signore, Vuole Favorire?

No Grazie, Gentilissimo Ma Devo Scappare…

Guardi questo è un affarone,

lo compri, se non le serve poi… lo può anche regalare.

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USCITA

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Mi Allontano Silenziosamente Senza Dare Nell’occhio.

Ma dove ho parcheggiato?

Mi trovo in un parcheggio esagerato

Mi metto alla ricerca del posto numerato

Non ricordo e vado a caso nel selciato

A4 – acqua, B5 – acqua, G7! Affondato!

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Finalmente, Salgo, accendo il motore

Abbasso il finestrino per prendere aria e colore

Ma l’imbuto sonoro del mondo esterno

Attacca bombardando,

Non lascia tregua

Il grigiore del traffico si fa largo divincolandosi

Fra i  fumi neri dei gas di scarico che

Subentrano intromettendosi senza permesso nell’abitacolo

Mi tocca chiudere di nuovo.

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IN APNEA.

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Sostienimi. Ho bisogno di clorofilla.

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Cerco per un istante di non pensare a

Nulla

Balla una bolla

Una palla che rimbalza tra la folla

Una zolla che si stacca da una falla

Crolla

Si ammolla e torna a galla

Si scrolla una fanciulla

Che le gambe sue accavalla

Controlla e ricontrolla.

Si posa sulla spalla una farfalla

Poi decolla.

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EMERSIONE.

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Mi dileguo in una zona per niente trafficata,

Qui, sono deserte le strade, non c’è chi passi per la via

Cerco Riparo.

Riflettere prima di ogni azione.

Si sta facendo sera.

È ora di andare. Riparto.

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RESPIRO.

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Arrivo all’imbrunire,

Nel silenzio più assoluto

Sento solo i miei passi lenti risuonare

Bagnati dalla pioggia che scende incessante

Mi lascio trasportare da quel dolcissimo scrosciare

Fino ad arrivare.

Sono arrivato.

Entro.

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Appena dentro uno squillo

Pronto, ciao, guarda che ti sto aspettando,

è tutto il giorno che ti cerco, ma  dove sei stato?

Niente di che, mi sono fatto un giro in centro, il solito tran-tran.

Facciamo un altro giorno dai, ora sono stanco.

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Abbasso l’apparecchio.

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Ascolto.

Mi trovo

Nell’anfratto Di Un Pensiero rarefatto

Sublime

Mi accosto

In un cantuccio Sfumato

Sento Un Leggiadro Motivo Dorato

Mi siedo

Ascolto.

Lentamente mi ascolto.

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RESPIRO PROFONDO.

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Silenzio.

Quel caos che è passato da poco ora è già solo un ricordo lontano,

Lontano.

Silenzio.

Finalmente silenzio.

Profondo.

Cambio Prospettiva E Guardo

Come Si Guarda Un Quadro

Per Trovare La Luce.

Eccola.

Che Bella.

Illumina I Punti Oscuri.

Brilla.

Mi Fa Vedere Cose Altrimenti Non Viste.

Osservo.

Immobile, Immobilizzato

Sono

Liberato

E A Bocca Aperta Ammiro.

Ammiro.

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PACE.

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Nel silenzio sento

Una Musica Sinfonica che danza da lontano.

Che Pace.

Mi alzo e Cammino

Lentamente

Come fossi In Uno Stato Ipnotico

Cammino

Fino Ad Arrivare

Ad Un Incanto Surreale.

Passeggio Saltellando In Un Labirinto Astrale

Senza dovermi di nulla Più preoccupare.

Pace.

Finalmente Dimoro

Nel Mio Respiro

Prezioso più dell’Oro.

Il Ritmo Incalzante Rallenta

Lontano Dal Traffico Intenso.

Sento

Adesso

sento

il cuore mio che canta.

Di nuovo.

Ammiro.

Ammiro la pace.

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– “TRAFFICO INTENSO” –

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